Giorno#4 – Km 930 – Sono Sara e vivo a Verrand

Ciao sono Sara, ho quattordici anni, quasi cento e vivo a Verrand, una frazione di Pré-Saint-Didier, un paesino di circa 1000 abitanti accanto a Courmayeur. Abito con Giovanna e Stefano, una bella coppia: lei è una dolce e solare insegnate di Yoga, a lui invece piace definirsi uno sportivo e pigro “cinghiale di zona”. Sto bene con loro, la mattina, a piedi o in macchina andiamo al bar, quello in fondo al paese, dove mangio una brioche mentre loro bevono un cappuccino. La mia preferita è quella con le gocce di cioccolato, ma, facendomi male il cioccolato, sono costretta a mangiarla togliendo le gocce, e quindi il più delle volte prendo quella semplice, anche per evitare questo lavoro certosino a Giovanna, che si offre sempre di farlo per me.

La casa è il mio regno e quando ci sono ospiti, come adesso i simpatici Carlo e MaLa, sto ancora meglio. Sono arrivati ieri sera, vengono da Roma e stanno facendo uno strano e un po’ insensato lungo viaggio per raggiungere la loro barca a vela in Turchia. Mentre parlavano del passato e dei loro progetti futuri, io ne ho approfittato per mangiarmi un sacco di biscotti. Sono un pochino sorda, ma dagli abbracci, le risate e la lunga chiacchierata fino a notte fonda, credo proprio che non si vedessero da molto tempo. Carlo l’ho incontrato già altre volte, una mi pare a Civitavecchia e un’altra o forse due è venuto qui con uno tipo strano, pieno di orecchini e tutto tatuato. Stavolta, invece, è arrivato con una ragazza dai capelli rossi, che ha un odore di rosa e si abbracciano tanto. Oggi pomeriggio siamo restati tutti e tre a casa, mentre Stefano è andato ad allenarsi e Giovanna a fare una lezione. Dalla finestra della cucina, stando comodamente seduta sul mio divano davanti alla tele, posso vedere tutti i vicini passare e scambiare tra loro due chiacchiere lungo la strada. A volte passa anche qualche cane e ogni tanto mi capita di vedere anche la Jenny, che non mi sta per niente simpatica. È arrrivata in paese da neanche tre anni ma negli ultime sei mesi mi ha aggredito ingiustificatamente per ben due volte. Ho imparato ad essere calma e controllata negli ultimi anni della mia vita ma sono certa che con lei, la prossima volta che accadrà una faccenda del genere, tutto il mio zen andrà a farsi friggere.

Il paesino in cui vivo è molto tranquillo, tranne nel periodo Natalizio e durante l’Estate, quando gli chalet e gli alberghi si riempiono di turisti. Il Capodanno scorso ho deciso di passare la mezzanotte nel autogrill più vicino per evitare di sentire il frastuono dei fuochi di artificio, che devastano le mie povere vecchie orecchie. Ad Agosto poi, con tutto il traffico che c’è, mi è quasi impossibile scendere in paese con la macchina e mi tocca, con le mie stanche gambe, avventurarmi per le stradine comunque affollate. Faccio una bella vita qui a Verrand, anzi direi felice alla mia veneranda età, e Roma non mi manca poi così tanto, tranne per il ‘romano’ che qui mi ritrovo a parlare praticamente da sola, a parte qualche volta con Giovanna che per scherzare mi regge il gioco.

Ho deciso di regalare la mia storia e le mie foto a MaLa, perché stasera dice di essere poco ispirata e piuttosto rilassata dal bianco che la circonda tra queste montagne. Io credo che la sua stanchezza sia più dovuta alle due bottiglie di vino rosso che ha bevuto oggi, prima in mia compagnia e poi quando è andata a trovare i genitori di Stefano. Belli i loro racconti, hanno detto riferendosi ad Anna e Vittorio, ma dal brilluccichio degli occhi anche il vino deve essere stato decisamente buono. Ora si è fatto tardi e sarà meglio che vada a riposarmi un pò. Dal divano passo momentaneamente sul letto di MaLa e Carlo per scattarmi due foto con lui e un paio di selfie con lei. Poi andrò nel mio letto, perché a me piace dormire a contatto con la lana, sia d’inverno che d’estate, e il copriletto che preferisco è l’arazzo che il papà di Giovanna le portò tanti anni fa dal Messico. È diventato ed è tuttora la mia coperta preferita.

Buona serata e mi auguro che questo mio contributo possa far avere a MaLa più like del post di Carlo.

Ringraziamo affettuosamente Anna, Vittorio, Giovanna, Sara, Stefano, Antonella, Renzo, Manuela, Riccardo e Archimede.

CARLO, invece, l’ha vissuto così.

I diari di Adamo ed Eva

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