Giorno#8 – Km 2000 – Guida notturna: maneggiare con cura

Percorriamo la statale che da Castelfranco arriva al Tagliamento e immergendo lo sguardo tra colline verdi, fiumi e casali, non perdiamo di vista l’obiettivo: rifornirci di buon vino prima di passare il confine. E solo dopo aver assaggiato almeno cinque vini diversi, bianchi e rossi fermi, senza e con bollicine, rigorosamente a stomaco vuoto, portiamo a termine la nostra missione. Non senza aver sforato il budget, i tempi e la capacità di trasporto, ovvio, ma includendo con grande soddisfazione nel bagaglio anche qualche bottiglia di bollicine millesimate.

E poi dritti fino a Trieste, dove facciamo una merenda a base di birra, prosciutto cotto, senape e zuppa di crauti e dove Carlo rinnova in tabaccheria la sua iscrizione all’albo: il mondo non è ancora pronto a fare a meno di un geologo vagabondo come lui, e neanche io. Non del tutto soddisfatti e un po’ disturbati dai rumori e dallo smog cittadini decidiamo, dopo un bel tramonto lungo il porto e dopo la rocambolesca avventura nell’ostello della città (leggi racconto di Adamo, aka Carlo) di rimetterci in macchina e guidare. Attraversiamo il confine sloveno all’imbrunire, guardando Rijeka, la vecchia Fiume, da lontano. E attraversando il confine croato che è già notte arriviamo a Karlovac, piccola città prima di Zagabria.

A pochi chilometri dall’arrivo Carlo ha un’illuminazione: è stato già in questi posti, avrà avuto 10, forse 12 anni e ha passato qui un’estate in camper con i suoi. Sarà la stanchezza, sarà che Carlo rivive quei momenti con piacere, ma alla fine mi sento un po’ a casa. Ad aspettarci quasi sul ciglio della strada, nel mezzo della campagna croata troviamo Milena, una donna giovane, minuta e infreddolita che, nel cuore della notte, in una casina rurale nei dintorni del Parco Naturale di Plitvice, ci apre la porta della nostra tana temporanea e ci dà la buonanotte.

La spossatezza prende il sopravvento.
Carlo non sembra sentirla. E scrive.
Io cedo, mi rimbocco le coperte e crollo dal sonno.
Finirò di sistemare il diario domani.

Ringraziamo affettuosamente Milena, Fra, Stefano, Anna, Francesco, Linda la barista, Rachele, Buggy, Alessandro, Angela, Anna, Vittorio, Giovanna, Sara, Stefano, Antonella, Renzo, Manuela, Riccardo e Archimede.

CARLO, invece, l’ha vissuto così.

I diari di Adamo ed Eva

Giorno#1 Adamo&Eva

Giorno#2 Adamo&Eva

Giorno#3 Adamo&Eva

Giorno#4 Adamo&Eva

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Giorno#9 Adamo&Eva

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