Giorno#10 – Km 2710 – L’amore al tempo dei viaggi in macchina

Il mezzo su quattro ruote ha uno spazio limitato. Si sta molto vicini, si può parlare, toccarsi, baciarsi, poco e con molta cautela, si può pensare, ma anche qui non troppo da escludere completamente l’altro dalla tua giornata. Ma soprattutto non ci si può muovere, tranne per allacciarsi e slacciarsi la cintura, prendere un cuscino, una bottiglia o qualcosa dalla borsa sul sedile posteriore. E certamente ogni tanto ci si può fermare, per bere un caffè, sgranchire le gambe e fare pipì, ma se si vuole, come nel nostro caso, arrivare alla meta prima del Panigiri di Ferragosto, a qualcosa bisognerà pur rinunciare.

Il riposo è forndamentale. Trovare una casa accogliente, gestita da persone gentili, un giaciglio comodo e possibilmente anche una buona colazione per la mattina, quando ormai ripresi dai tanti kilometri del giorno prima, non vediamo l’ora di immergerci di nuovo in quello scorrere di cose lungo la strada. Pare di essere in un zootropio, uno di quei primi esperimenti del cinematografo che ti danni l’illusione del movimento con una striscia di carta disegnata su un perno rotante.

Ieri sera, per esempio, dopo quasi 400 kilometri di stradine di campagna fatti in 5 ore a 60 kilometri orari di media, forse 50, superato il confine croato e ormai in terra ungherese arriviamo, quando la notte è da poco sopraggiunta, nella casa rurale di una famiglia cinese. Ebbene sì, perché l’esotico non manca mai e neanche a noi due la curiosità di scoprirlo.

La casa è davvero una di quelle che abbiamo visto da tutto il giorno ergersi su entrambi i lati della strada, in modo regolare, una accanto all’altra. La nostra forse è più nuova o forse più moderna, chissà. È notte fonda, siamo stanchi e dopo la calorosa e ilare accoglienza di Yuhai e di sua moglie e dopo aver sorseggiato del buon tè cinese, sprofondiamo nel comodo letto e rimandiamo qualsiasi riflessione all’indomani.

La prima a svegliarsi sono io, Adamo è accanto a me, pietrificato nella sua posizione del riposo. Vorrei abbracciarlo, e decido di sfiorarlo delicatamente. Lui niente, pare di marmo. Mi riaddormento. Quando mi sveglio è davanti a me, appena uscito dalla doccia con il suo fare più tonico e seducente. Finalmente un momento per noi, in un posto comodo, io e lui soli e distanti dal mondo, nella campagna ungherese da dove nessuno ci sentirà.

Bum Bum Bum, spaventati non rispondiamo. Bum Bum Bum – “Vado io?” Dico sottovoce, ancora impaurita. Bum Bum Bum “Arrivo” riesco a dire ad un volume udibile, mentre infilo la prima cosa che trovo. Quando apro la porta vedo una donna allontanarsi, cinese e mai vista prima, che si gira e continuando a camminare fa il gesto delle bacchette portate alla bocca e dice “Breakfast!”.

Riusciremo prima o poi a trovare un momento solo per noi in questo viaggio che stiamo facendo solo noi due? Prossima tappa Timisoara.

Ringraziamo affettuosamente Vasy, Yuhai Shi, Milena, Fra, Stefano, Anna, Francesco, Linda la barista, Rachele, Buggy, Alessandro, Angela, Anna, Vittorio, Giovanna, Sara, Stefano, Antonella, Renzo, Manuela, Riccardo e Archimede.

CARLO, invece, l’ha vissuto così.

I diari di Adamo ed Eva

Giorno#1 Adamo&Eva

Giorno#2 Adamo&Eva

Giorno#3 Adamo&Eva

Giorno#4 Adamo&Eva

Giorno#5 Adamo&Eva

Giorno#6 Adamo&Eva

Giorno#7 Adamo&Eva

Giorno#8 Adamo&Eva

Giorno#9 Adamo&Eva

Giorno#10 Adamo&Eva

Advertisements

10 thoughts on “Giorno#10 – Km 2710 – L’amore al tempo dei viaggi in macchina

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s