Giorno#12 – Km 3590 – Buonanotte. Buon riposo. A domani. Forse. Amen.

Da quando abbiamo lasciato l’Italia mi pare di essere in una ruota, in una di quelle gabbiette dove immagini ci sia sempre un criceto che incessantemente e inutilmente fa girare il meccanismo. Allo stesso modo Adamo ed io maciniamo chilometri, scambiandoci regolarmente il ruolo del piccolo roditore. Ci piace farlo, non c’è dubbio, si vede da come teniamo le mani incollate al volante e da come ci piace osservare il paesaggio che lentamente si muove. È un po’ come quando siamo su Duna. In barca ti accompagna il lento cambio cromatico della luce dal mattino al giorno al tramonto alla notte, i colori del cielo, del sole, delle nuvole e delle rocce che ti circondano. Un lento andare inframezzato da grandi e piccoli colpi di scena messi in atto da gabbiani, delfini o altre barche incrociate sulla via.

Solo che lì l’orizzonte resta lo stesso, a volte per tutto il giorno. Qui sulla strada in confronto si corre, nonostante nessuno di noi spinga l’acceleratore oltre i novanta. Se ti distrai, in un attimo rischi di perderti qualcosa, la facciata strana di una casa, un porta di legno, un architrave in granito, un cesto porta pannocchie a forma di carrozza ottocentesca oblunga, un nido di cicogne, uno tasso morto sul ciglio della strada, un cerbiatto vivo, un crocifisso in mezzo al nulla, un fiume, una casa mezza distrutta, etc etc. L’adrenalina e la paura di perdersi qualcosa possono diventare tali che Adamo per sfottò, comincia ripetutamente a dirmi “Guarda lì”, “Guarda là” e l’ingenua Eva continua a girarsi fino alla terza volta senza vedere niente.

Viaggiare è un duro lavoro. E viaggiare in macchina lo è ancora di più. Ci aspettano quasi 600 chilometri oggi, da Sibiu a Costanza, su strade a scorrimento lento. L’idea è di goderci il paesaggio senza la necessità di correre. Ma i chilometri sono tanti e il contesto si rivela poco interessante. Non mi aiuta per niente a restare sveglia. Cemento, campagne incolte, case distrutte e città fatiscenti. Dopo la frugale cena a base di würstel a Slobozia, la strada comincia a diventare sempre più buia e meno trafficata. Una distesa piana e scura. Delle fila di luci rosse a intermittenza mi fanno sussultate mente guido. Ipotizzo sia una pianura di pale eoliche, ma il buio è così fitto che non riesco a distinguerne le sagome. E poi ora il mio compito è guidare, non guardare il paesaggio. Mi fa gentilmente notare il mio compagno. Da quando siamo in Romania sono diventata più sensibile ai cambiamenti repentini, ai colpi di scena nel buio fitto. E anche alle sue battute di spirito. C’è un’atmosfera tesa intorno e temo che un essere mostruoso possa uscire dall’ombra da un momento all’altro e attaccarsi al finestrino della macchina in corsa.

Un lampione acceso, poi un altro. Un’insegna lampeggiante. Un benzinaio. Le luci gradualmente aumentano. L’aria tetra si rarefà lasciando spazio all’odore salmastro del mare. Siamo quasi arrivati. Solo l’idea di svegliarmi domani sul Mar Nero mi aiuta ad andare avanti fino alla meta. La calda voce di Yorgo rompe il silenzio. Ci dice che siamo arrivati. Un uomo risoluto e gentile ci accoglie mostrandoci un cancello strettissimo da varcare per mettere la nostra macchina al sicuro. Saliamo finalmente le scale che ci conducono alla stanza. Un’angusta mansarda ricavata da un sottotetto. Restiamo soli. Lo spazio è piccolo e modesto. Poso lo zaino. Infastidita dalle pareti strette e dal soffitto basso esco sul terrazzo. Mi guardo intorno. Questa volta è la mia risata amara a rompere il silenzio. Dopo alcuni lunghi istanti mi giro in cerca di Adamo. È dietro di me. Osservo i suoi occhi sgranati che guardano nella direzione in cui io avevo esitato qualche istante fa. A poche decine di metri dal nostro giardino si apre una distesa infinita di lumini, statue, croci in marmo. Tombe. Siamo decisamente sopra ad un cimitero. È ora di riposare. Buonanotte. A domani. Forse. Amen.

Ringraziamo affettuosamente Lumi, Stefan, Vasy, Yuhai Shi, Milena, Fra, Stefano, Anna, Francesco, Linda la barista, Rachele, Buggy, Alessandro, Angela, Anna, Vittorio, Giovanna, Sara, Stefano, Antonella, Renzo, Manuela, Riccardo e Archimede.

CARLO, invece, l’ha vissuto così.

I diari di Adamo ed Eva

Giorno#1 Adamo&Eva

Giorno#2 Adamo&Eva

Giorno#3 Adamo&Eva

Giorno#4 Adamo&Eva

Giorno#5 Adamo&Eva

Giorno#6 Adamo&Eva

Giorno#7 Adamo&Eva

Giorno#8 Adamo&Eva

Giorno#9 Adamo&Eva

Giorno#10 Adamo&Eva

Giorno#11 Adamo&Eva

Giorno#12 Adamo&Eva

Advertisements

10 thoughts on “Giorno#12 – Km 3590 – Buonanotte. Buon riposo. A domani. Forse. Amen.

  1. Cari Adamo ed Eva, siete fantastici! Grazie perché riuscite anche a conservare la forza per raccontare questo vostro fantastico viaggio. Riuscite insieme a trasmettere un ventaglio incredibile di emozioni😊😊

    Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s