Giorno#18 – 5150 Km – A spasso per Efeso

Ieri abbiamo deciso di fermarci a Bergama ancora un notte per godere del comodo letto e della ricca colazione accanto alla fontana. Ci svegliamo con molta calma e gustiamo lentamente tutte le bontà che la moglie dell’oste ha preparato per noi. Stamattina poi ci sono anche delle varianti e le novità mi sono molto gradite.

Lasciamo la stanza che sono quasi le tre. Non sono molti i chilometri che ci aspettano oggi ed è per questo che decidiamo di dare un’occhiata al famoso sito di Efeso prima di viaggiare a Sud verso Kuşadası. Fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, situata tra Smirne e Aydın. Efeso venne edificata alla foce del fiume Caistro. Lo stesso fu alla base della sua nascita ma anche tra le cause della sua scomparsa. L’inarrestabile processo di insabbiamento dovuto al corso d’acqua e ai suoi affluenti, negò gradualmente al porto il suo accesso marittimo. A complicare il tutto qualche terremoto e cataclisma. Fino all’abbandono totale di una città le cui vestigia ne testimoniano l’antica grandezza. Le rovine sono affollate di visitatori locali e da tutto il mondo. Le strade brulicano di gente e le immagino affollate anche migliaia di anni fa, durante i suoi anni di splendore. Dalla scalinata del teatro la vista è aperta sulla grande via sacra che conduceva al porto. Guardando attentamente si può ancora vedere dove arrivasse una volta il mare.

Camminiamo. Ci facciamo spazio tra la folla. Troviamo una piazza deserta dove perderci nel silenzio. Torniamo a incontrare frotte di turisti. Ci nascondiamo tra le rovine facendoci invisibili per non dare spunti ed essere seguiti. E saliamo pian piano verso la parte alta e man mano ci lasciamo alle spalle chi si dirige verso l’uscita principale. È quasi il tramonto e oramai siamo quasi rimasti solo noi due. Adamo si perde nella contemplazione dei mille diversi tipi di marmo presenti tra gli scavi. Io mi incanto a guardare i pavimenti di mosaici, il lastricato, le colonne, le fontane e i chiostri che si dischiudono nelle vie secondarie. Tra poco rischiamo di essere chiusi dentro. Non che la cosa ci dispiaccia veramente ma il nostro obiettivo quotidiano è quello di arrivare a Kuşadası per la notte.

Ci incamminiamo lentamente verso l’uscita. Ed è a questo punto che incontriamo una cagnona color champagne che prima si avvicina e poi sembra non volerci più lasciare. Dopo un po’ sopraggiunge un altro cane che pare non gradire l’affezione di lei nei nostri confronti. Cerca di distrarla, di farle cambiare strada, di fermarla, di portarla indietro. Giocano, si abbracciano, si mordicchiano, si rincorrono e così facendo ci scortano fino all’uscita. Gita bellissima anche questa di oggi. Il tour tra gli antichi siti ellenici in Turchia si sta rivelando veramente suggestivo.

Ringraziamo affettuosamente la coppia di cani, il Pastore turco, Mehmet per non averci sgozzati, la coppia di Sòfia, la Signora del ristorante, Lumi, Stefan, Vasy, Yuhai Shi, Milena, Fra, Stefano, Anna, Francesco, Linda la barista, Rachele, Buggy, Alessandro, Angela, Anna, Vittorio, Giovanna, Sara, Stefano, Antonella, Renzo, Manuela, Riccardo e Archimede.

CARLO, invece, l’ha vissuto così.

I diari di Adamo ed Eva

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